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QUANDO TI DICE MALE


di Membro VIP di Annunci69.it Beaudenuit
29.04.2026    |    3.126    |    4 9.1
"Lo faceva solo per eccitarsi e per umiliarmi lo stronzo Un giorno mi fece mettere sul suo letto a pecora, come faceva di solito, ma mi penetrò con qualcosa di molto grosso..."
Non avevo ancora diciassette anni quando lasciai Fulvio, che era stato il primo uomo ad avermi e che mi aveva femminilizzato definitivamente (se volete leggete i miei primi racconti). Lo lasciai perché non mi rispettava più e voleva fare di me una troia da ammucchiate.
Che poi le ammucchiate me le sia godute in seguito per conto mio è un altro discorso.
Mi sentivo libera e cominciai a frequentare la sera luoghi di battuage, dapprima timidamente e con qualche paura, poi sempre più sfrontatamente, anche completamente en femme. Lo facevo lontano da casa per cercare di non sputtanarmi nel quartiere dove vivevo con i miei. Capitava anche spesso che qualcuno mi portasse a casa per scoparmi con più tranquillità. Ho già raccontato di qualcuno di questi casi (vedi “Battuage ed altro”)
Qualcosa di particolare, e poco piacevole, mi capitò una volta che due uomini sui cinquant’anni mi portarono a casa loro chiedendomi se mi seccava che invitassero anche un altro amico. Risposi che non c’era nessun problema, ero già stata in mezzo a gruppi anche di cinque o sei maschi e me l’ero goduta.
Ricordo ancora com’ero vestita: parigine bianche e perizoma dello stesso colore, minigonna rosa, t-shirt lilla e decolleté tacco 12 a spillo.
Appena a casa i due porci mi offrirono da bere mentre mi palpeggiavano spudoratamente, e uno dei due fece una telefonata, poi mi fecero chinare sul bracciolo della poltrona e sentii la slinguazzata sul culetto di uno dei due, mentre l’altro se l’era tirato fuori e me l’aveva messo davanti alla bocca dicendomi “succhia troietta”. Non potevo non ubbidire a un invito così cortese. La cosa procedeva come ormai ero abbastanza abituata a conoscere. Dopo la slinguazzata infatti sentii il tizio dietro che aveva appoggiato la cappella, già durissima, al buchino e con un colpo di reni spingermelo dentro di colpo. Mugolai per il dolore che, in quel caso, è tutt’uno con il piacere.
Ero in balia di quei due da mezz’ora, quando suonarono alla porta. In quel momento ero “piena” davanti e dietro. Quello che stavo spompinando andò ad aprire. Entrò un uomo che riuscivo a vedere solo con la coda dell’occhio, anche lui sulla cinquantina, forse anche di più, con una pancia prominente e pochi capelli. Ma quando mi fu davanti ebbi un brivido. Cazzo era F*** il dirimpettaio di casa mia, cioè casa dei miei, i due giardini confinavano.
Ero in un quartiere lontano da casa mia trenta chilometri, all’estremo opposto di Roma e mi va a capitare proprio il vicino di casa, cioè la situazione che evitavo accuratamente cercando sesso lontano da casa.
“Che bella fichetta” disse quando mi vide “ma guarda che caso, io questo lo conosco, abita davanti a me. Ho sempre sospettato che fosse un frocetto, ma che fosse proprio femmina non immaginavo” disse con un sorriso odioso. Poi si tirò fuori subito il cazzo e disse “fammi vedere come succhi, troietta”
Quello dietro continuava a incularmi e il mio vicino invece in quattro secondi mi sborrò in bocca.
In due o tre ore mi scoparono tutti e tre un paio di volte. Alla fine della serata pregai F*** di non dire nulla nel quartiere perché non volevo che arrivasse all’orecchio dei miei. Tornai a casa seccatissima perché ero poco convinta che avrebbe rispettato la mia preghiera.
Il giorno dopo infatti, quasi mi stava aspettando, alle sette e mezza me lo trovai affacciato al muretto del suo giardino, davanti al quale si doveva passare per forza per uscire dal condominio.
“Che fai, vai a scuola tutta sola?” mi buttò lì “non passi a salutare gli amici?”
“Per favore, la prego” gli dissi lanciandogli un’occhiataccia
“Ma che mi dai del lei? Dopo quello che s’è stato fra noi” disse con quel sorrisetto del cazzo sul viso. Mi guardai intorno allarmata per capire se qualcuno poteva averlo sentito.
“Dai vieni dentro cinque minuti, mia moglie ha fatto il turno di notte all’ospedale e torna solo verso le otto e mezza, c’è tempo per un prescuola, dai non ti faccio fare tardi giuro” mi disse con quella faccia bovina.
Non potevo far altro. Mi aprì il cancelletto ed entrai. Appena dentro casa mi disse di chinarmi subito e succhiargli il cazzo.
“Dai zoccola che mi devo svuotare”
Ed infatti dopo neanche trenta secondi mi afferrò la testa e me la trattene con il cazzo spinto in gola per farmi ingoiare. Lo sperma aveva un sapore aspro, non gradevole.
“Pulisci tutto troia, poi vattene a scuola. E domani pomeriggio ti aspetto alle cinque, ho voglia di incularti a sangue”
“Non può essere, domani ho lezione il pomeriggio, vengo domani sera”
“No, domani sera c’è mia moglie, devi essere qui alle cinque, fai sega a scuola, inventati quello che vuoi ma devi stare qui sennò tutto il quartiere saprà quello che fai”
Ero incastrata in una situazione da cui non sapevo come uscire. Continuarono i suoi ricatti coi quali mi costringeva ad andare da lui a qualunque ora, in dipendenza dai turni di lavoro della moglie. Lui non ho mai capito che lavoro facesse perché stava sempre a casa.
Voleva sempre che stessi da lui en femme e le sue richieste erano sempre più disgustose, Mi portava al bagno per pisciarmi addosso, ingoiargli la sborra era la regola, dovevo leccargli i piedi, il culo, s’impiastricciava il cazzo di salsa di pomodoro o di altre creme e me lo faceva succhiare e mi obbligava a fare qualunque zozzeria gli venisse in mente. E poi certe manate sul culo che mi lasciavano il segno per giorni.
A volte mi dava appuntamento in macchina, poi mi portava a Tor di Quinto (dove all’epoca c’erano le prostitute) e mi faceva sculettare sul ciglio della strada, ma quando si fermava una macchina, interveniva e diceva che stavo con lui. Lo faceva solo per eccitarsi e per umiliarmi lo stronzo
Un giorno mi fece mettere sul suo letto a pecora, come faceva di solito, ma mi penetrò con qualcosa di molto grosso. Io urlai, ma lui mi diede uno schiaffo poderoso dicendomi di stare zitta che sennò sentiva tutto il palazzo
“Ma mi fa troppo male, cos’è che mi hai messo dentro, ti prego toglilo”
“Sta’ zitta puttana che poi ti piace”
Continuò imperterrito a scoparmi con quell’affare, poi me lo lasciò nel culo e venne davanti a farsi spompinare. Come al solito sborrò in pochi secondi e ingoiai per l’ennesima volta il suo sperma disgustoso.
Quando mi tolsi quell’affare dal culo vidi che era un enorme fallo di gomma nero che, mi disse, aveva comprato ad Amsterdam, ma che la moglie non “gradiva”.
Ero talmente arrabbiata per quella situazione sgradevole!
La cosa però si risolse in un modo che non potevo prevedere. La moglie, bionda, trovando i miei capelli neri e ricci nel letto gli fece una sfuriata da fine del mondo chiedendogli chi era la puttanona che si portava a letto e da quel momento cominciò a controllarlo anche quando andava al bagno, tornava a sorpresa dal lavoro per beccarlo in flagrante, incaricò la madre, che viveva al piano di sopra, di sorvegliarlo e così lui non mi cercò più e per me finì l’incubo.
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